concerti

Iniziamo dalla realtà: non ho neanche trent’anni e sono parte di una generazione che si è ritrovati ad affrontare la più difficile delle guerre, quella contro un virus che non puoi bombardare o fucilare ogni mattina. E pur di sopravvivere e salvaguardare il nostro futuro, abbiamo cambiato modo di lavorare, ci siamo isolati, seguiamo tutte le regole, abbiamo messo in pausa i nostri vizi, le nostre passioni, riordinato forzatamente le nostre priorità.

Tutto in funzione di un’idea di futuro che, inevitabilmente, tra qualche settimana saremo costretti a riprogrammare

Sulla mia scrivania ho due biglietti per un concerto che avrebbe dovuto tenersi in un palazzetto che in media può ospitare fino a 12 mila persone. Tutte insieme. Ciascuno a pochi centimetri dall’altro. Il concerto è stato rimandato a maggio 2021. Proprio ieri hanno annunciato l’annullamento del Concerto del Primo Maggio, quello che da 30 anni esatti viene organizzato da tutti i sindacati in occasione della festa del Lavoro. Fino a dieci giorni fa il numero di spettacoli dal vivo annullati in Italia era di 7.400 e 10,5 milioni di euro incassati sfumati per i soli eventi musicali. Nel resto del mondo sono stati cancellati i più grandi festival dell’anno, tra cui Glastonbury (Regno Unito) e Coachella (California). 

Ma ok, poniamo che andrà tutto bene e usciremo più forti di prima da questa emergenza

Fino a che punto la nostra mente è ormai soggetta all’uso di mascherine e distanza di sicurezza? Abbiamo davvero contezza dell’impatto che questa crisi sta avendo sulla nostra personalità?  Siamo certi che le persone torneranno a sentirsi al sicuro e a proprio agio nel partecipare a eventi in cui non è possibile – per la natura stessa dell’evento – replicare forme di protezione igienico/sanitarie? Associazioni di categorie, organizzatori di eventi, tutta la music industry si è mobilità per porre l’attenzione sull’impatto che oggi l’emergenza sanitaria ha generato. Ma qualcuno sta pensando al giorno dopo? Chi sarà a decidere il nostro nuovo modo di vivere quelle che fino a ieri erano tra le forme più pure di esperienza collettiva?

Instagram nel frattempo è diventata la più grande piattaforma di concerti gratis – e in diretta – di cantanti e gruppi musicali, conosciuti e meno. Con un palinsesto, messo in campo dagli artisti stessi, da far invidia ai migliori canali tv musicali. Così ognuno, dal proprio salotto, può cantare insieme al suo idolo che forse riuscirà anche a leggere il piccolo commento su quanto sia in gamba. Vogliamo davvero arrenderci a questo?

È già ora il momento di riflettere su cosa vorremmo e potremmo avere esattamente come prima e cosa no

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