Silvia Romano è libera. E solo un cretino non ne sarebbe felice. Ma analizzando la vicenda alla luce dei famosi “5 W” del giornalismo americano, restano alcuni interrogativi. La cooperante italiana (who) fu rapita (when) 17 mesi orsono. Ma è stata liberata solo oggi. Cosa è successo nel frattempo? È passata di mano in mano venduta da un gruppo di criminali comuni a un gruppo terroristico islamico, abbracciando (nel frattempo) la fede musulmana. Per libera scelta, assicura lei. Il rapimento è avvenuto in Kenya (where), ma si è concluso in Somalia grazie ad un’operazione congiunta tra i nostri servizi di Intelligence con quelli turchi e quelli somali. Perché proprio Silvia Romano (why)? Questo resta un mistero: era benvoluta dalla popolazione dove prestava opera di volontariato; non era politicamente significativa; molte altre persone avrebbero avuto un maggior impatto mediatico; non dipendeva da una multinazionale che avrebbe pagato il riscatto rapidamente e senza clamore…. Già, il riscatto.

E qui siamo al what, cioè al cosa. Sul quale indagheranno probabilmente la Procura di Roma e i Carabinieri del Ros. Perché, secondo indiscrezioni, per liberare Silvia sarebbe stato pagato dallo Stato italiano un riscatto tra i 3 e i 4 milioni di euro, ovvero tra i sei e gli otto miliardi delle vecchie lire, cifre e valute che ci riportano agli anni bui dei sequestri di persona che costrinsero lo Stato a varare stringenti norme penali sulla delicatissima questione. Non è la prima volta che succede ma, è bene ricordarlo, pagare un riscatto costituisce reato. Alla famiglia di un privato sequestrato da un’organizzazione criminale, la magistratura avrebbe immediatamente bloccato i conti correnti, messo sotto sorveglianza telefoni fissi, cellulari e persino il citofono. Ma non è questo il punto.

Il punto è che questo Stato è davvero comprensivo e attivo nei confronti di persone che scelgono volontariamente (e meritoriamente, aggiungerebbero molti) di mettere a repentaglio la propria vita per aiutare il prossimo. Pochi e coraggiosi eroi del quotidiano da considerare con rispetto e, perché no, con un po’ di invidia e ammirazione. Lo Stato li considera perciò cittadini di serie A. Tuttavia tutti i cittadini sono per il proprio stato cittadini di serie A perché la popolazione non ha altre serie: la B, la C, la Promozione o Cadetti. Ma non è così.

In tempi di Coronavirus, decine di migliaia di italiani sono bloccati all’estero. Non riescono a tornare in Italia perché la pandemia – e i conseguenti lockdown – li hanno sorpresi in Sud America, in Australia, negli States, in Canada, in Africa. Secondo un appello lanciato su Change.org, questi “esiliati” forzati sarebbero circa 100 mila! Le compagnie aeree hanno cancellato centinaia di voli di ritorno già pagati e non hanno riprotetto gli incolpevoli passeggeri. Questi connazionali sono prigionieri in resort, alberghi, B&B, in attesa di un volo che non arriva. Quasi sempre pagano questi soggiorni di tasca propria dando fondo ai rispettivi risparmi, a volte ospiti di amici generosi. Ma con un solo miraggio: tornare a casa. Si presentano ogni giorno nei locali aeroporti mendicando un passaggio aereo per l’Italia, ma si sentono chiedere tariffe stellari, quattro o cinque volte il costo ordinario. Perché le compagnie saranno pure in difficoltà causa Coronavirus, anche se il prezzo del carburante non è mai stato così basso, ma è la legge della domanda e dell’offerta, bellezza! Lo Stato italiano (vanamente interpellato per un aiuto da associazioni e privati) giustamente solerte con le Silvia, Vanessa, Greta pare non avere minimamente a cuore la sorte di tutti gli altri dimenticati chissà dove. E dove paiono destinati a restare ancora a lungo.

One thought on “Silvia è libera”

  1. E’ veramente assurdo. Il ragionamento va impostato amo te di tutto: queste iniziative gratuite volontarie nel paesi più a rischio devono essere impedite con una legge chiara, come quella sui sequestri di persona . Chi poi va lo fa a suo rischio e pericolo anche penale.
    Altra assurdità da incompetenti e’ stato l’aver dato cosi risalto mediatico a questa sciacquetta vestita con abiti terroristici , messaggio ai terroristi islamici che con il governo Italiano si può ottenere ciò che si vuole. Ergo abbiamo un governo di incompetenti, pavoni che dissipano fortune in gravi momenti di austerity alla faccia dei veri ITALIANI che hanno veramente bisogno. Pensiamo a quanti sostegni si sarebbero potuti realizzare con i soldi del riscatto milionario !!! Ma la magistratura dov’e’????
    Vergogna

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