Un effetto collaterale della pandemia da Covid-19 è la perdita di percezione dello spessore degli italici problemi che diventano o pesantissimi o… leggerissimi! Difficile stilare una graduatoria degli uni e degli altri, proprio perché ciò che ad alcuni appare importante ad altri non frega assolutamente nulla. E viceversa.

Pensate, tanto per cominciare, alla retorica buonista che canta dai balconi “andrà tutto bene”. Oppure a quell’arcobaleno che richiama le marce della pace e le ONG che traghettano migranti, all’imperativo “#iorestoacasa” che ha scatenato le ‘spese sospese’ (la frenetica attività del volontariato porta a porta tra un supermercato e l’altro) e agli idilliaci quadretti casalinghi sparati dagli spot pubblicitari di pasta, automobili, supermercati (dove per ripulirsi la coscienza si promettono briciole di fatturato a ospedali, associazioni e alla Protezione Civile). Che poi vorrei sapere quelle donazioni come le spenderà Arcuri che finora – in buona compagnia – non ne ha azzeccata una. E poi gli Alpini, i Cinesi, gli Inglesi, “i Russi i Russi e gli Americani” (come cantava Dalla) che montano e smontano ospedali da campo in quattro e quattr’otto – terapie intensive comprese, altro che l’ospedale fieristico di Milano!. E poi i boss mafiosi scarcerati i quali – ci spiega Saviano – non è che perché sono delinquenti debbano avere meno diritti!

E comincerei da qui. Eh no, Saviano, chi sta al 41 bis ha proprio meno diritti! Agli evasori fiscali, agli spacciatori, ai topi d’appartamento avete mai visto comminare  questa misura restrittivissima? È toccata invece a Benedetto Santapaola, a Leoluca Bagarella, Pippo Calò,  Raffaele Cutolo e Carmine Fasciani, solo per citarne alcuni. Se mai usciranno dal carcere, però, Saviano potrà sempre scrivere per costoro – in cerca di un onesto lavoro – una letterina di raccomandazione.

Che poi “andràtuttobene”  è “tuttodadimostrare”. A molti pare che stia andando tutto di schifo. I negozi non riaprono, le fabbriche lavorano a scartamento ridotto, mentre alberghi, B&B, ristoranti e bar sono stretti nella morsa dei distanziamenti sociali, delle sanificazioni e dei finanziamenti che non arrivano (mentre le tasse nazionali e locali arrivano eccome!). E poi #iorestoacasa…. Maddechè? Per strada è un via vai di auto, moto e biciclette. I marciapiedi sono pieni di file di acquirenti in attesa di accesso a qualsiasi esercizio che venda qualcosa. Non importa cosa.  

E sarà forse per quell’arcobaleno (mentre sta invece diluviando) che fa capolino da finestre, portici, balconi, scuole ed esercizi sbarrati, che una ministra ha pensato bene di piazzare sull’ingombrato tavolo di governo una questioncina davvero di poco conto: la regolarizzazione dei migranti. E tutto mentre negli stessi momenti le forze dell’ordine ponevano i sigilli a due navi delle ONG che  fanno la spola tra il golfo della Sirte e il mar Ionio, e che saranno perciò costrette a sospendere l’importazione in Italia della materia essenziale del caporalato. Magari si sarebbe potuto pensare prima di fare una maxi retata di questi ignobili sfruttatori e dei loro referenti politico-economici… O no? Invece così regolarizzeremo i braccianti clandestini tenendoci caporali e padroncini disonesti. Geniale.

Altro sorprendente dibattito è stato quello sulla riapertura delle chiese per consentire la ripresa delle messe. Il Papa aveva dato disponibilità a pazientare in attesa di tempi migliori, ma la CEI ha pensato bene di buttare tutto all’aria. Al premier Conte non è parso vero: evvai con un altro tavolo per acquisire una bella benedizione di Francesco (sorpreso da tanto fervore religioso del nostro laico Governo!) e facendo rosicare a morte Salvini e i suoi rosari. 

P.S.: in questo “facite l’ammuina” di incontri, tavoli ed estemporanee iniziative vi informo di un altro argomentuccio infilato nelle cose da fare assolutamente, perché tanto di soldi ne abbiamo a iosa: il rifinanziamento di Alitalia per 3 miliardi euro – così pare – dper prolungarne l’agonia. E all’Ilva stanno a guardare…

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