mario de scalzi

Il Coronavirus sta strangolando la nostra economia. E su questo non ci piove. Ma quello che appare poco comprensibile è perché, per economia, si intenda solo quella degli apparati produttivi (piccoli, medi o grandi che siano). È vero: l’ombrello sociale delle imprese protegge l’occupazione dei lavoratori e, di conseguenza, le famiglie. Ma di queste ultime si parla veramente poco, se non per gli obblighi previsti dai DPCM: restare a casa, uscire il minimo indispensabile, mai fare la spesa in coppia con i familiari conviventi, portare il cane a spasso entro 100 metri da casa, niente visite a figli, nipoti o genitori che alloggino in unità abitative diverse dalla propria, distanza sociale, uso di mascherine, ecc ecc. Norme giustissime, per carità!

Ma, in tutto questo, il governo ha riflettuto sul fatto che questa “prigionia” costa carissima alle famiglie, costrette a fare i conti col raddoppio delle bollette? Stando in casa coattamente si consuma il doppio dell’energia elettrica (la tv è sempre accesa, il forno che prima si usava raramente ora lavora come mai in tutta la sua vita!), le luci restano accese fino a tardi perché, bighellonando tra salotto, bagno e camera da letto, non ci si stanca davvero e il sonno arriva tardi, molto tardi! Il gas è in uso tutto il giorno per cucinare, cucinare e ancora cucinare o per riscaldare casa (almeno fino a pochi giorni fa). E l’acqua scorre a fiumi per docce, bagni, sciacquoni, abluzioni delle mani (frequenti ed indispensabili, consigliano gli esperti). Così che, almeno, questa povera Italia non è mai stata così pulita!

La questione quindi – lo capirebbe anche il più distratto dei presidenti di Regione (e vedrete che c’entra, eccome se c’entra!) – è la seguente: qualcuno si è accorto del raddoppio dei costi dei servizi essenziali per le famiglie? Le più grosse ed importanti aziende fornitrici sono controllate direttamente o indirettamente dallo Stato e dagli Enti Locali, attraverso le municipalizzate (arieccoli sti Governatori chiaccheroni!). Sono aziende che hanno guadagni immensi e che quando perdono – se perdono – accade solo perché guidate da manager incapaci. Il governo avrebbe due strade per intervenire al fine di alleviare i costi a carico delle famiglie: obbligare queste aziende a dimezzare – anche retroattivamente – i costi delle bollette per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus, magari intervenendo sull’anatocismo (ovvero le tasse sulle tasse) che grava su ogni fatturazione. Queste aziende, infatti, hanno prodotto per decenni tanti e tanti utili che, se per qualche mese andassero in perdita o in pareggio, comunque restituirebbero un servizio al Paese (leggi Governo), interpellato solo per ottenere il rincaro delle tariffe.

Per  Conte, avvocato del popolo, ci sarebbe poi – in alternativa o unitamente – la strada di detassare completamente le bollette dai mille balzelli che appesantiscono in modo immorale questi servizi essenziali. Altro che bazooka da 100/200/400 (a proposito, ma quanti sono?) miliardi! Questa volta evitiamo che i soldi dello Stato finiscano nelle mani dei soliti noti con la scusa della ripartenza produttiva. E pensiamo concretamente a chi vive incolpevolmente tante difficoltà!

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