trasporti decreto rilancio

Rimborso abbonamenti per il trasporto ferroviario e pubblico locale, buono mobilità per gli spostamenti green e risorse per la risistemazione delle piste ciclabili. Sono alcune delle misure confluite all’interno del pacchetto e contenuto nel Dl Rilancio e riservato al settore dei trasporti fortemente colpito durante l’emergenza sanitaria, a causa delle restrizioni alla circolazione, e che – mantenendo comunque i servizi (soprattutto quelli essenziali e legati ad oneri di servizio pubblico) – hanno registrato calo drastico dell’utenza e ovviamente dei profitti.

Partiamo dalle misure che interessano direttamente i consumatori. Il decreto prevede un rimborso per chi ha un abbonamento per il trasporto ferroviario o per quello pubblico locale che durante il lockdown, non ha potuto sfruttare. Il rimborso sarà erogato dalle aziende di trasporto e l’utente potrà scegliere tra un voucher di importo pari all’ammontare del titolo di viaggio da utilizzare entro un anno dall’emissione oppure il prolungamento della durata dell’abbonamento per un periodo corrispondente a quello durante il quale non è stato utilizzato. Per accedervi, bisognerà fare domanda allegando anche la documentazione comprovante il possesso del titolo di viaggio (in corso di validità durante il lockdown) e la dichiarazione sul mancato utilizzo dovuto ai provvedimenti di riduzione del contagio.

Mobilità green e trasporto pubblico

Per sostenere la mobilità green e per offrire una valida alternativa al trasporto pubblico locale e per raggiungere il luogo di lavoro nelle grandi città viene istituito un buono mobilità che copre il 60% della spesa sostenuta (non superiore a 500 euro) per l’acquisto di biciclette anche a pedalata assistita, di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (monopattini, hoverboard, segway) o per l’utilizzo di piattaforme di sharing mobility. Accedono al buono i maggiorenni residenti in città capoluogo di regione o provincia o comuni con più di 50 mila abitanti o città metropolitane.

Il provvedimento prevede, inoltre, un aumento della dotazione del Fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km (100 milioni di euro nel 2020 e 200 milioni di euro in più per il prossimo anno) e vengono stati stanziati 20 milioni per la risistemazione delle piste ciclabili e per la creazione, prolungamento, e ammodernamento di corsie preferenziali per il TPL. E ancora sono inclusi nel provvedimento: un Fondo di 500 milioni per il trasporto pubblico locale per compensare gli operatori di servizio di trasporto pubblico regionale e locale dalla riduzione di ricavi; l’anticipo alle Regioni a statuto ordinario dell’80% del Fondo nazionale TPL (in un’unica rata entro il 30 giugno 2020) e l’applicazione anche per il 2020 degli attuali criteri di riparto del Fondo (oltre ad un anticipo di cassa entro il 31 luglio 2020 per le imprese affidatarie dei contratti di servizio TPL). Mentre al trasporto su gomma destinati 20 milioni di euro per abbattere il costo dei pedaggi autostradali.

Grandi esclusi dalle misure relative al trasporto terrestre, soprattutto interregionale, sono i bus a lunga percorrenza che negli ultimi anni hanno garantito i collegamenti su tutto il territorio nazionale e che, in molti casi, rappresentano l’unica forma di collegamento disponibile per intere zone del Paese, dove le infrastrutture ferroviarie e aeroportuali non sono mai state sviluppate.

Trasporto aereo e compagnie

Tra i settori più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia c’è il trasporto aereo che ha subìto un blocco pressoché generalizzato dell’attività e la cui ripresa appare molto lenta. Il decreto prevede la creazione di un Fondo di 130 milioni di euro per compensare le perdite subite dagli operatori con licenza italiana – esclusa Alitalia, a cui il DL Cura Italia ha già destinato un altro fondo – che utilizzano aeromobili con più di 19 posti. Viene previsto previsto anche che le imprese e i vettori aerei che operano e impiegano personale sul territorio italiano e assoggettate a concessioni, autorizzazioni o certificazioni previste dalla normativa Easa (o dalla normativa nazionale) e alla vigilanza dell’Enac, applichino ai propri dipendenti – con base di servizio in Italia – retribuzioni non inferiori a quelle minime stabilite dal Ccnl di settore. Tuttavia quest’ultimo è al momento negoziato da Alitalia: il provvedimento sembrerebbe quindi imporre un contratto collettivo non negoziato dagli altri operatori che, ad oggi, adottano contratti aziendali comunque concordati con le associazioni sindacali più rappresentative del settore. Vengono lasciate fuori dalle misure tutte le compagnie con licenza straniera basate in Italia che impiegano dipendenti con contratti italiani e garantiscono i collegamenti con le località più remote del Paese.

Ferroviario, marittimo e bonus

Per il trasporto su ferro, il decreto prevede un’attenuazione del costo del canone dovuto dagli operatori ferroviari a Rfi (la Rete ferroviaria italiana che gestisce l’infrastruttura), grazie ad uno stanziamento a favore del gestore per compensarlo dei minori introiti.
Il decreto interviene anche sul settore marittimo a sostegno dei lavoratori portuali e delle imprese che operano nel comparto, consentendo alle autorità portuali di ridurre i canoni concessori per i beni demaniali, i servizi portuali, la gestione di stazioni marittime e i servizi di supporto a passeggeri. Delle riduzioni potranno beneficiare solo i concessionari che hanno subito un calo del 20% del fatturato rispetto allo scorso anno. Inoltre, le autorità portuali potranno anche corrispondere al fornitore di lavoro portuale un contributo, nel limite massimo di 2 milioni di euro nel 2020, pari a 60 euro per ogni dipendente e in relazione a ciascuna minore giornata di lavoro rispetto al 2019.

Allo scopo, poi, di mitigare gli effetti economici causati dalla pandemia il decreto ha previsto un indennizzo per le ridotte prestazioni di ormeggio rese dalle società di ormeggiatori. Per garantire i collegamenti marittimi con le isole – ed evitare che gli effetti dell’emergenza condizionino la curva della domanda e dei servizi – è stata prorogata la convenzione tra il MIT e la società CIN S.p.A. per i collegamenti marittimi di interesse nazionale, con le isole maggiori e minori, fino alla conclusione delle procedure di gara (da terminare in base alle norme UE e comunque non oltre il 18 luglio 2021).

Infine, in riferimento al trasporto intermodale sono stati rifinanziati per l’anno 2020 il “ferrobonus” (20 milioni di euro) ed il “marebonus” (30 milioni di euro).

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