cultura coronavirus

Siamo la generazione del 5G, degli smartphone, delle smart home e delle smart city, in cui anche un gesto antico come il vizio del fumo, con l’innovazione tecnologica è diventato digitale. L’emergenza Coronavirus ci ha costretto a fare i conti con il mondo della tecnologia – che forse pensavamo di conoscere e di saper gestire a pieno – perché fino ad ora non ha rappresentato la priorità per le relazioni sociali.

In questi giorni il tema è diventato il protagonista delle nostre vite. Grazie alla tecnologia riusciamo a non rimanere fermi, continuando a lavorare e a far parte di un tessuto sociale, seppur molto cambiato. E la cultura? Da sempre questa parola è associata ad un mondo elitario, oltre che poco raggiungibile ai più. Se non riuscissimo a vedere il bicchiere mezzo pieno, sarebbe facile dire che l’emergenza Coronavirus è l’anticamera del baratro per la cultura italiana. Ma guardando al giorno dopo e a come il Paese ripartirà, finita questa crisi (perché finirà!), è innegabile che questo periodo possa rappresentare una rinascita e una grande presa di coscienza sulle persone e su quanto la cultura debba avvicinarsi a noi, diventando più pop.

L’Italia ha dovuto arrestarsi di fronte a questo virus che tanto ha tolto ai cittadini, ma proprio la reazione del Paese è il punto di partenza per un mondo migliore e più consapevole. Come possiamo non vedere nelle mostre online una piccola rivoluzione? Alcuni dei più importanti musei del mondo come i Musei Vaticani, il Louvre, il British Museum, Il Prado o il Met aprono le loro porte virtuali mettendo a disposizione le loro opere d’arte, dandoci l’opportunità di esplorarle comodamente seduti sul divano. E così, anche i nostri nonni hanno la possibilità di arrivare in luoghi che altrimenti non sarebbero stati accessibili, fisicamente.

I social media in questo periodo sono diventati il palcoscenico di scienziati e luminari della medicina. Più la cultura si avvicina alle persone – e in modo particolare ai giovani – e meno possibilità c’è che si propaghino le fake news. Anche questo cambierà: dopo il Covid -19, avremo tutti più consapevolezza dell’“invio” e il momento che stiamo vivendo ci spingerà a riflettere e verificare le fonti prima di diffondere una notizia.

Dal niente ci troviamo di fronte ad un’Italia con i teatri chiusi, ma con i social inondati di dirette in cui si recitano Otello e Leopardi; con i concerti annullati, ma con gli artisti più famosi che ci regalano emozioni da casa. Non possiamo negare che questo sia uno dei periodi più bui che il nostro Paese abbia vissuto. Possiamo, però, illuminare la strada per la rinascita riscoprendoci più consapevoli. In questo il Covid -19 ci aiuterà molto.

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