decreto rilancio editoria

Credito d’imposta incrementato per le aziende che acquistano ed investono in spazi pubblicitari, rifinanziamento del Fondo per il pluralismo e previsione di un Fondo straordinario per radio e tv. Sono queste alcune delle misure contenute nel Decreto Rilancio in materia di editoria. Le misure elencante tra agevolazioni, proroghe, crediti d’imposta e fondi rappresentano complessivamente una grande boccata d’ossigeno per un settore che da diversi anni sta arrancando pericolosamente e che dà occupazione ad oltre 90.000 persone. Nella speranza di poter sfruttare questi provvedimenti come una possibilità per ripensare e introdurre nuovi modelli di sviluppo -soprattutto sul digitale – vediamo di seguito le misure inserito nel Dl Rilancio.

Nello specifico il provvedimento prevede un incremento del credito di imposta, per gli investimenti pubblicitari, dal 30 al 50% per le aziende che acquistano ed investono in spazi pubblicitari. Inoltre, viene rifinanziato il Fondo per il pluralismo di 32,5 milioni, portando così il tetto di spesa fino a 60 milioni di euro per il 2020. L’idea è di sopperire ai mancati ricavi e al crollo verticale delle inserzioni pubblicitarie con agevolazioni e maggiori finanziamenti, soddisfacendo così il fabbisogno richiesto. Il provvedimento prevede poi un regime e un calcolo forfettario applicando l’Iva solo sul 5% delle copie restituite dei giornali, mentre prima era al 20%. Il calcolo è stato fatto in base agli ultimi dati sui consumi delle famiglie, da qui il differenziale di percentuale stabilito. Per tutte le imprese editrici di quotidiani e periodici è prevista, poi, un’altra agevolazione attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta dell’8% per l’acquisto della carta dei giornali, con un tetto di spesa di 24 milioni.

Il decreto interviene poi con un bonus di 500 euro per le edicole, un credito di imposta per i servizi digitali per tutte le imprese editrici (con almeno 1 dipendente a tempo indeterminato) per l’acquisto, nel 2019, di strumenti o tecnologia digitale come server o hosting, ad esempio. Inoltre, viene semplificata la procedura straordinaria per l’accesso ai contributi diretti per l’editoria, attraverso la conferma del pagamento della prima rata dei contributi diretti in favore delle imprese editoriali entro il 31 maggio, con saldo al 31 dicembre (data prevista per la verifica di regolarità fiscale e previdenziale per le imprese beneficiarie). Una ulteriore proroga di sei 6 mesi, ovvero fino al 31 dicembre, è prevista per l’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani). Per tutti giornalisti, poi, che usufruiscono ed accedono alla cassa integrazione in deroga con causale “Covid-19” è prevista che la contribuzione figurativa venga accreditata direttamente presso l’INPGI.

Infine, in materia di contratti con le agenzie di stampa, in scadenza il 31 dicembre 2020, vengono prorogati fino al 30 giugno 2021. La decisione è legata alla necessità di affinare – tramite nuove disposizioni normative – le modalità di acquisto dei servizi di agenzie di stampa. Mentre per radio e tv, il provvedimento stanzia un Fondo straordinario di 50 milioni

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