comunicazione coronavirus

L’onda lunga della Fase 2 ha toccato questa settimana il suo punto più alto, in concomitanza con le riaperture dei negozi e la maggiore libertà negli spostamenti. Non è stata un’operazione semplice, per la prolungata attesa delle norme sulla regolamentazione delle procedure e per le attività impegnate nella scrupolosa e rigida osservanza dei protocolli di sicurezza imprescindibili per la riapertura. Nonostante le curve dei contagi e i numeri dei ricoverati in terapia intensiva siano in calo, il livello di guardia è ancora molto alto, così come resta diffuso il sentimento di preoccupazione.

Il desiderio di ripristinare gli stili di vita ante Covid-19 ha spinto l’industria pubblicitaria a veicolare messaggi che possano coniugare la ripartenza con le dovute precauzioni. Motivo per cui il tema e i prodotti per la sicurezza hanno monopolizzato l’attenzione:

ONBSI (Organismo Bilaterale Servizi Integrati) sottolinea “il nostro impegno per far ripartire il vostro lavoro”;
AMA si organizza con le visiere protettive per garantire “sicurezza e salute per lavoratori e clienti”;
Faram ha creato Isola, la piattaforma multifunzionale per il controllo sicuro e veloce degli accessi, dotato di intelligenza artificiale, accesso controllato automatico, igienizzazione e nebulizzazione secca;
Arpex si dota dell’elastico per mascherine;
FACE impiega “solo 1 secondo” per mettere “in sicurezza la tua azienda”;
Trivending: distributori DPI con termoscanner. La rivoluzione della sicurezza in azienda;
Blumatica, software di edilizia e sicurezza, si mette “al tuo fianco per la ripartenza delle attività lavorative”, offrendo “le soluzioni per la sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantier (GDPR, HACCP);
Minini Plastic realizza protezione parafiato e distanziatori. Maschere di protezione e dispositivi per la sanificazione.

Alcuni brand hanno deciso di scommettere sul tema della sicurezza, del distanziamento sociale e dell’utilizzo delle mascherine progettando campagne ad hoc:

– La novità della settimana è la campagna divertente di Burger King, la nota catena di fast food, che ha riconvertito il panino di punta, Whopper, aggiungendoci ben tre strati di cipolla: “aiuta gli altri a starti lontano”;
ParkinGo, il network di parcheggi per aeroporti e porti, ha creato una partnership con l’azienda di igienizzanti FreeHands, firmando un protocollo Parking Safe per garantire la massima sicurezza ai viaggiatori;
OnlyPrinters, accanto alla sua tradizionale attività di stampa, ha proposto ad aziende e clienti mascherine e indicazioni per il distanziamento sociale personalizzate.

Una seconda tendenza registrata è il ritorno organico dei marchi di abbigliamento (i primi accenni sono della settimana precedente), ma in questa appena trascorsa ricompaiono anche i brand più noti: Armani, Paul&Shark, Intimissimi, Sun68, Nero Giardini, Falconieri, Sundek, OVS.

Ci sono poi una vasta gamma di settori che, pur non presentando una visione sistematica come quella della sicurezza o dell’abbigliamento, segnalano la loro presenza sfruttando la scia della Fase 2 e l’imminente arrivo dell’estate: climatizzatori (Mitsubishi Electric: leader nel settore della climatizzazione, lancia una campagna, in vista dell’estate, per estendere gratuitamente la garanzia sui propri prodotti da 2 a 5 anni; Engie Italia: vivi un’estate a peso zero. Combatti il caldo senza sentirne i costi!); turismo (Umbria, bella e sicura; Belvita, wellness in Alto Adige; Luxury Estate, l’indirizzo per le case di lusso); automotive (BMW, un nuovo viaggio sta per ricominciare); prodotti per la casa (Brico, convenienza e comodità per la tua estate).

Restano però le preoccupazioni di natura economica: le 835 ore di cassa integrazione richieste ad aprile sono un volume imponente e i bonus alle partite IVA sembrano ancora un miraggio. Insomma, a distanza di un mese dai disperati appelli delle diverse categorie – e nonostante il Dl Rilancio – si procede ancora a singhiozzo. E questo si riverbera anche sulla propensione al consumo. Secondo un sondaggio IZI solo 1 italiano su 2 tornerà nei negozi come prima. Non sorprende che in questo scenario il Banco dei Pegni registri un + 30 % o che Oro Cash acquisti paginate sui giornali per manifestare interesse a risolvere “problemi di liquidità”. Quello economico sarà il lato meno piacevole di questa ripartenza. Alcuni gruppi bancari come Fineco, Crédit Agricole e BPER sponsorizzano campagne volte a garantire sostegno ad imprese e cittadini. Valorizzare i risparmi, ripartite insieme con fiducia e offrire una mano per “rialzarsi” in seguito all’emergenza Covid-19, anche se non sei cliente: sono questi gli slogan del bancario.

Non fa eccezione, come già abbiamo visto, l’industria pubblicitaria che mentre programma e progetta risposte, deve continuamente interrogarsi su un futuro a tinte sempre più fosche: secondo il Report della World Federation Advertiser circa 8 imprese su 10 hanno rinviato le proprie campagne pubblicitarie, il 52% di o oltre i 6 mesi, con un +19% rispetto al periodo di marzo. 

Risulta poco credibile pensare che la pubblicità, al netto delle ristrettezze, possa totalmente snaturarsi e perdere i suoi tratti identitari. Sicuramente la società dei consumi descritta da Baudrillard troverà nuovi modi per sedurre e stimolare l’immaginario degli avventori. Gli addetti ai lavori sembrano voler puntare nelle prossime settimane su messaggi più ottimisti e fiduciosi, monitorando costantemente le variazioni del sentiment

Al momento, però, non mancano ancora timori e pigrizie da parte dei brand: per alcuni l’essersi garantiti una cospicua fetta di sopravvivenza o aggrapparsi in maniera indolente all’e-commerce rischia di rappresentare una strategia miope e di corto respiro. L’industria pubblicitaria deve tornare a governare e indirizzare i processi comunicativi, non limitandosi a salvaguardare quote di mercato o improvvisando campagne-simpatia. E la richiesta proviene dagli stessi consumatori che già da diverse settimane stanno indicando la strada. E allora: se errare è umano, perseverare è suicida.

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