brand sostenibili

In questi tre mesi abbiamo analizzato il comportamento dei brand e constatato come abbiano adottato una comunicazione orientata a rassicurare il consumatore, lasciando da parte sentimenti coraggiosi e impronta identitaria. Con la riapertura del 3 giugno e la possibilità di spostarsi tra le Regioni, la Fase 3 sembra anche restituire smalto e creatività all’industria pubblicitaria.

Da Ferrarelle che “cambia prospettiva sulla plastica” con la bottiglia in PET che non inquina a Esselunga con un progetto per rendere più sostenibili le bottiglie d’acqua (50% PET riciclato) e più agevole la fase di riciclo della plastica; da Aboca, che affianca la salute alla sostenibilità, a Adidas che in collaborazione con Allbirds propone una scarpa a basso impatto di carbonio. Così nuovi brand, in questa ripartenza, mettono tra le priorità del proprio core business la sostenibilità ambientale ed economica, mentre le aziende di servizi di fornitura energetica rafforzano le attività, con un’attenzione all’innovazione e al cliente (Axpo) e al pianeta (Edison). Eni, ad esempio, apre alla formazione con Joule, la scuola gratuita di supporto alle imprese sostenibili per una nuova visione di sviluppo per l’Italia, mentre per Leonardo aria, terra, mare, spazio e cyberspazio (i settori su cui è attiva l’azienda) sono mondi da “proteggere”. C’è poi spazio anche alle no profit come è il caso di MSC che sottolinea l’importanza della certificazione di sostenibilità (Per il futuro degli oceani scegli prodotti ittici certificati sostenibili).

Complice anche la Giornata Mondiale dell’Ambiente, questa settimana l’industria pubblicitaria sembra aver tracciato la rotta che percorrerà nei prossimi mesi: l’ambiente e il benessere saranno al centro di tendenze e scelte future. E a conferma di questa tesi, diversi studi e rapporti evidenziano come, con l’emergenza Covid-19, i brand siano stati costretti a ripensare strategie di comunicazione e marketing: non solo quindi una richiesta di ritorno alla normalità, ma una particolare attenzione al green, sotto ogni punto di vista. Secondo l’Osservatorio Food Sustainability della School of Management del Politecnico di Milano, il settore dell’agroalimentare si svilupperà maggiormente in un’ottica sostenibile, grazie al supporto delle numerose startup, mentre lato food and beverage il progetto Bar World of Tomorrow della multinazionale Pernod Ricard (specializzata nella produzione e la distribuzione di vini ed alcolici con più di 350 marchi), intende sviluppare l’apprendimento nel settore degli alcolici, con particolare attenzione alla sostenibilità.

Per quanto riguarda il settore dell’imballaggio, come emerge da Packaging Première 2020 – l’esposizione selettiva dedicata al luxury packaging – le aziende avranno la necessità di contenere i costi, mantenendo però l’attenzione sulla sostenibilità e a questo scopo sono orientate a ridurre la presenza di plastica negli imballaggi a favore di bioplastiche e plastiche da riciclo.

I nuovi benchmark riguarderanno proprio l’ambiente, la sostenibilità, il benessere ed il consumo etico e a dirlo è la ricerca “The Role of Retail Media in a post pandemic world” di Dunnhumby, azienda attiva nel campo della scienza dei dati. Ad attendere l’industria pubblicitaria, quindi, c’è una sfida impegnativa, che non interesserà solo gli aspetti economici, ma investirà il ruolo sociale delle imprese. I consumi e le strategie del futuro – per quanto apparentemente paradossali – dovranno necessariamente tener conto di queste nuove parole d’ordine: etica e sostenibilità come uniche ancore di salvezza. 

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